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VINO BIOLOGICO.

[/mpc_textblock][mpc_textblock content_width=”100″ font_preset=”mpc_preset_1″ font_size=”16″ font_line_height=”1.5″]Quale è la differenza tra un vino biologico ed uno convenzionale?

Riassumendo in poche parole, la differenza sta sia nel modo in cui il terreno e le vigne sono curate sia nel modo in cui le uve sono lavorate in cantina. In un’azienda viticola convenzionale l’enfasi è sull’ottenimento della migliore produzione in termini di qualità e quantità ricorrendo a concimi chimici, diserbanti che annichiliscono la microflora e microfauna del terreno e anticrittogamici spesso “sistemici”, capaci cioè di entrare dentro la linfa delle viti e raggiungere così gli acini d’uva, producendo grappoli magari perfetti ma privati in parte o del tutto di legame con la natura circostante. In un’azienda certificata bio/biodinamica il suolo è naturalmente fertile e strutturato e c’è abbondanza di microflora e microfauna. Questo fa si che le vigne crescano in simbiosi con l’ambiente e quindi producano uve capaci di esprimere in pieno la natura del territorio in cui maturano.

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[mpc_textblock content_width=”100″ font_preset=”mpc_preset_1″ font_color=”#888888″ font_size=”16″ font_line_height=”1.5″ font_transform=”none” font_align=”left” margin_divider=”true” mpc_tooltip__border_divider=”true” mpc_tooltip__padding_divider=”true”]In una cantina certificata bio sono proibite pratiche enologiche o l’uso di sostanze ammesse in vinificazione convenzionale per soddisfare “alla ragionevole esigenza del produttore di accrescere nel proprio vino la serbevolezza, la stabilità o altre qualità” quali ad esempio:

  • la concentrazione parziale attraverso il raffreddamento, l’eliminazione dell’anidride solforosa con procedimenti fisici, il trattamento per elettrodialisi per garantire la stabilizzazione tartarica del vino o ancora la dealcolizzazione parziale del vino e così via;
  • la stabilizzazione microbiologica (con acido sorbico, lisozima), l’acidificazione del vino (con acido L-malico), la stabilizzazione tartarica o del colore (utilizzando carbossimetilcellulosa o mannoproteine dei lieviti) oppure ancora correggere il colore del vino (con polivinilpolipyrrolidone) e via discorrendo.

Ma in una cantina certificata bio è però consentito l’uso di sostanze ammesse anche in vinificazione convenzionale – se di origine biologica – come ad esempio mosto concentrato rettificato, cellule di lievito, lievito secco attivo, lievito fresco in sospensione, gelatina alimentare, proteine vegetali ottenute da frumento o piselli, colla di pesce, albumina proveniente dall’albume dell’uovo e tanti altri ancora.

Nella cantina di Poggio Trevvalle nessuna di queste sostanze è utilizzata, ricorrendo invece a tanta attenzione, una gran cura dell’igiene dei locali e dell’attrezzatura e un po’ di solfiti, in modo tale da avere un vino che rifletta in pieno il suo “terroir” e che doni senso di benessere a chi ne gode.

Tutti i vini di Poggio Trevvalle sono prodotti esclusivamente con uve raccolte in azienda!

 

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