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I VIGNETI |
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L’estensione di Poggio Trevvalle è di diciassette ettari, di cui quattordici vitati. Il Sangiovese copre oltre l’85% della superficie vitata. I restanti vigneti sono delle varietà Alicante, Cabernet Sauvignon, e Merlot. La densità d’impianto varia da 3.300 piante per ettaro delle vigne più vecchie a 4.500 o oltre 6.000 delle vigne piantate a partire dall’anno 2000. La forma di allevamento è in prevalenza il cordone speronato.
Cominciamo la potatura invernale seguendo le fasi lunari, potando in fase crescente le vigne di cui vogliamo contenere il vigore. Lasciamo generalmente quattro speroni per pianta per un totale di sei gemme, due sul primo e sull’ultimo sperone e una sola sui due speroni centrali.
Non pratichiamo la sfemminellatura, per rendere più morbidi i tannini del Sangiovese, ma effettuiamo manualmente una leggera sfogliatura subito dopo l’allegagione per favorire l’esposizione al sole del grappolo fin dalla sua formazione. Impieghiamo solo rame e zolfo contro peronospora e oidio, e nessun insetticida.
Al momento dell’invaiatura tagliamo tutti i grappoli in ritardo di maturazione e le ali del grappolo di Sangiovese. Questo tipo di diradamento - ove necessario - ci consente di mantenere la resa massima per ettaro entro 8.000 kg, .
In questo angolo di Maremma la natura del terreno cambia con incredibile frequenza nel raggio di poche decine di metri. Per questo la gestione del suolo è di fondamentale importanza per una buona vendemmia, e varia da un appezzamento all’altro. Il principio guida è di lavorare in profondità il terreno solo a file alterne, subito dopo la vendemmia, mantenendo inerbite le altre al fine di effettuare il minor numero di passaggi con i trattori, per evitare il compattamento del suolo e mantenerne l’elasticità, la permeabilità e la capacità di respirare. |
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